Svezia - strada ricarica

L’autostrada che ricarica le auto elettriche in movimento: arriva in Svezia la rivoluzione della mobilità green

Arriva dalla Svezia l’autostrada che ricarica le automobili

Se mai hai fantasticato sull’acquisto di una macchina elettrica, ti sarai sicuramente chiesto come sia possibile raggiungere lunghe distanze senza le colonnine di ricarica. La contenuta autonomia, infatti, figura fra le ragioni principali per cui queste avveniristiche auto non sono al giorno d’oggi ancora riuscite a sostituire i modelli a benzina o diesel.

Tuttavia, nei prossimi anni potremo assistere a una vera e propria rivoluzione nel mondo della mobilità. La Svezia, infatti, si sta attualmente focalizzando sulla realizzazione di un’autostrada capace di provvedere al rifornimento d’energia per le macchine, addirittura mentre queste sarebbero in movimento.

Entro l’anno 2019 saranno realizzati dei lavori atti all’elettrificazione di un tratto di autostrada pari a due km.

 

Svezia al lavoro per una mobilità sempre più green

Il governo svedese punta alla creazione, entro l’anno 2030, di una rete autostradale elettrificata per almeno 2.000 km di lunghezza. Prima di arrivare a tale data, la Svezia è pronta a breve a effettuare dei test sulla Smart Road Gotland, tratto di autostrada che unisce l’aeroporto sull’isola di Gotland alla città di Visby.

La Smart Road Gotland, che sarà lunga 1,6 km (sui 4,1 totali che separano Visby dall’aeroscalo), è stata ideata a partire dalla tecnologia della società israeliana Electron Wireless, la quale si è avvalsa di un sistema integrato di piastre a induzione poste una vicina all’altra sulla copertura delle corsie.

L’intero sistema si allaccia a una centrale che controlla l’energia utilizzata. Con un passaggio sopra le piastre, tutti i veicoli muniti di sistema di ricarica a induzione avranno modo di ricevere l’energia elettrica necessaria a ricaricare le batterie.

Si è lavorato a un progetto simile anche nell’anno 2018: si tratta dell’eRoadArlanda, che collega l’aeroscalo di Stoccolma con il centro di Rosenborg.

 

Un futuro sempre più green?

Come ben si può comprendere, la Svezia sta investendo le proprie risorse per cambiare per sempre la mobilità, riducendo sensibilmente l’impatto dell’uomo sull’ambiente.

Nel nostro paese, per ora, si pensa a realizzare un’installazione di colonnine volte alla ricarica delle macchine nelle zone di sosta in autostrada, oltre che a incentivare l’acquisto di automobili eco-friendly.

Si tratta senza dubbio di iniziative lodevoli, ma bisogna essere consapevoli degli ampi margini di miglioramento che è possibile raggiungere nei prossimi anni per limitare sempre più l’impatto che l’uomo ha sull’ambiente.

pedicab

Dagli Usa all’Europa boom bicitaxi il risciò ha fatto il giro del mondo

UNO DEI PRODOTTI cinesi che invadono il mercato occidentale, o la rivisitazione in chiave ecologica di un buon affare? In sordina, ma con crescente successo, i risciò stanno conquistando le strade delle metropoli occidentali e solleticando le capacità impenditoriali di giovani ansiosi di mettere su il proprio business. A New York, dove li chiamano pedicab, sono diventati un mezzo di trasporto alternativo ai taxi convenzionali, tanto che uno degli editorialisti del Wall Street Journal prevede che tra breve trovarne uno libero a Manhattan sarà un problema, proprio come per i cab, i taxi normali.

A New York, appunto, la prima compagnia è sorta nel ’95 e adesso se ne contano almeno altre tre di grosse dimensioni, più una miriade di piccole. Il pedicab ha poi fatto la sua comparsa un po’ ovunque, nell’America del Nord (ce ne sono anche in Canada), in città votate ai macchinoni come Denver, in quelle con salite ripidissime come San Francisco, e in quelle a vocazione turistica come San Diego e Las Vegas.

Quanto il risciò sia popolare lo dimostra proprio la città del gioco d’azzardo, dove i tassisti hanno protestato sostenendo che i pedicab sono pericolosi e sono un intralcio per la circolazione delle auto. Il segnale definitivo del successo sono, infine, le dispute legali: nel paese delle cause per danni, la pubblicità delle compagnie di risciò ha cominciato a puntare sulla sicurezza, sottolineando che i veicoli sono muniti di cinture di sicurezza o che i guidatori sono esperti e allenati per affrontare “qualunque imprevisto del traffico”.

I pedicab, dopo il Pacifico, hanno attraversato anche l’Atlantico, così Londra conta su cinque compagnie e il rickshaw (è il termine inglese da cui è derivato l’italiano e viene a sua volta dal giapponese jinrikisha, da jin, uomo, e sha, vettura) è elencato tra i mezzi di trasporto disponibili nella capitale, insieme con metro, bus e taxi. Dal 2000 conta su un servizio di pedicab anche Edimburgo, in Scozia.

Berlino però ha fatto di più e con la salda coscienza ambientalista tedesca ha fatto di questo mezzo un businness da esportazione. “Velotaxi” è la compagnia nata nel 1997 per “unire le prestazioni di un veicolo davvero ecologico all’alta diffusione di un perfetto sistema pubblicitario”. Detto in altro modo: si trasportano le persone e si vendono spazi pubblicitari che vanno in giro ovunque, meno velocemente di un bus, per cui la pubblicità si legge bene anche se il velotaxi è in movimento.

“Velotaxi” è partita nella capitale tedesca con 30 veicoli e nel 2004 ha trasportato oltre 360 mila passeggeri. Più sorprendente, i tedeschi sono riusciti a chiudere il giro della colonizzazione del risciò e sono tornati in Asia, diventando una compagnia internazionale con affiliate in tutta Europa e anche in Giappone, Corea del Sud e Arabia Saudita.

In questa onda di commercializzazione globale, è bello soffermarsi sulla pubblicità di una delle compagnie storiche di New York, che consiglia i suoi pedicab per “fare una sorpresa alla persona con cui si esce a cena”, passando a prenderla con un mezzo inusuale, oppure per un corteo nuziale davvero originale.

Il pedicab, infine, è stato scoperto dall’industria cinematografica e la Manhattan Rickshaw si vanta di esserte stata di grande aiuto nel trasportare da un punto all’altro delle riprese interi cast e di aver fornito i suoi mezzi per fare riprese in movimento molto più efficaci di quelle in auto.